I frutti che conosciamo e consumiamo regolarmente sono solo una minima parte delle meraviglie che la natura ci offre. Il mondo mette a disposizione una vastità enorme di frutti dai sapori e dalle fattezze particolari.

Scopriamone alcuni:

Quandong

Anche chiamato pesca del deserto, il Quandong cresce solo in Australia. Ha una storia secolare ed è stato grande fonte di sostentamento per le popolazioni aborigene. Il suo sapore ricorda albicocca e pesca, anche se più acidulo e la sua polpa è ricca di vitamina C. Il nocciolo non è commestibile, in quanto contiene agenti tossici. É composto al 70% da olio e questo lo rende facilmente infiammabile. Considerato una specie unica, non è possibile coltivarlo, ma soltanto trovarlo selvatico. L’unico modo per assaggiarlo è fare una vacanza in Australia!

Durion o Durian

Originario del Sud Est Asiatico, è un frutto stagionale presente anche nel mercato internazionale. Le popolazioni asiatiche ne assumono grandi quantità. Tuttavia ha un odore molto forte, che a un primo approccio genera disgusto e rigetto, se non abituati al consumo. Possiede una buccia a dir poco spinosa, la polpa può essere consumata da sola o abbinata a diversi cibi come riso e yogurt. I semi, se tostati, diventano similari alla frutta secca.

Jabuticaba

Nasce in Brasile e direttamente sul tronco del suo albero, creando un effetto caratteristico e quasi surreale. La buccia è spessa e avvolge una polpa dolce. Questo frutto può essere considerato uva brasiliana per il suo sapore e la sua popolarità. I nativi ne acquistano grandi dosi nei mercati locali e lo consumano fresco. Con la buccia è possibile preparare decotti  dalle forti proprietà antinfiammatorie. Nell’emisfero boreale la coltivazione è ridotta a causa della lentezza con cui la pianta cresce. Possono volerci anche 5 anni prima che se ne vedano i frutti.

Cetriolo africano (Kiwano)

La specie cresce in un’ampia zona dell’Africa meridionale. Frutto dalle fattezze buffe, ha una polpa verde dolcissima, che viene impiegata per preparare ottimi dolcetti. Il popolo Khoisan del Kalahari tradizionalmente arrostisce il frutto, setaccia la polpa e cuoce le foglie. Il cetriolo africano è composto per l’80% da acqua, caratteristica che ne fa un’ottima fonte di liquidi nelle zone più aride. Lo si può trovare in grandi catene di supermercati in tutto il mondo. Proprio per questo molti chef stanno iniziando a utilizzarlo nelle loro ricette.

E voi quale frutto esotico ci consigliate?